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Novembre 2, 2012

ir pisa mette la varta

Majale ‘e lavori sono vèsti vì … sarà che s’ha una voglia esagerata di vedè ir Pisa lassù in cima ‘e lotta per una ‘ategoria ‘un po’ mellio della C [o LegaPro se chiammalla ‘osì vi fa più pro … sempre serie C è ], sarà che quando vai in svantaggio e la partita la ribarti e poi ci pigi sopra, dà tanta soddisfazione, sarà che prende’ a pallonate i tifosi giallorossi dar cuore viola a noi ci fa stà tanto bene … sarà quer che sarà [come cantava Tiziana Rivale nell’83 vando ir pisa era in serie A] ma noi domenìa all’Arèna s’è goduto ‘ome mufloni !

La mattinata tanto per cambià è  bigia. Alla perturbazione di turno, stavòrta n’hanno dato  un  nome ‘ e porta merda fin dai tempi dell’antichi greci : Cassandra, famosa perché prevedeva sciagure e sventure, speriamo in bene. Pioggia a secchiate già dar Sabato dove, per ‘un fassi mancà nulla, sur campo dell’arèna sono atterrati i paraadutisti della forgore in festa. Allo stadio ci vado da me, France ‘un si sente bene e stavòrta ‘un passa ir controllo dell’Osservatorio di su mà che lo tiene ar carduccio a casa [a fà la lezione poveraccio]. Parto tutto bardato perché ortre a piovè è anche diaccina la situazione ma stavòrta mi porto l’ombrellino tascabile eh ? è tutto nero, a pallini rosa e bianchi con una trinina d’intorno … io biacco tra tutti vèlli ‘e c’avevo ho trovato solo vèsto vì della mì moglie. Mellio di nulla ! ‘un staranno mìa a vede’ di ‘e colore c’ho l’ombrello eh ?

Piove forte e ir prefirtraggio è sempre ‘iuso. Manca un quarto alle due, oggi si gioa alle duemmèzzo, ‘osa aspettano a aprì ? Quando arriva l’ochèi di ‘un so chi finarmente entro in tempo per vede’ una mezzoretta di riscardamento der pisa. L’artoparlanti sparano la musìa, saluto la solita gente : “oh vieni ! ma dove vai ‘on quell’ombrellino a culaiolo ?”  … vai … e menomale ‘un se ne doveva accorge’ nessuno … “ de, dove vado, piove, e  c’ho solo vèsto vì …”.

La sudde si riempie piano piano di tifosi der Catanzaro, saranno una vattrocentina tutti ‘olorati e rumorosi. Battano le mani a su’ gioatori e si beccano i fisti di chi è già dentro l’arena quando mandano cori per i su amici viola. Varche tifoso giallorosso è anche in gradinata camuffato, varchedun’antro, un po’ più spavardo c’ha anche la sciarpetta ‘olorata ar collo, ‘ome se fosse solo, a casa sua, a fa’ come ni pare a lui.  A Pisa però siamo gente civile sicchè quarchedùno n’ha fatto gentilmente notà che se ‘un vòle rischià di prende’ una scarìa di labbrate forze è meglio ‘e se la stiocchi in c… beh … sotto ir giacchetto vèlla sciarpina lì.

L’inno della lega pro ci abbiocca un po’, ma ir Guidi ar migrofano ci legge le formazioni  :

ir pisa in nerazzurro gioa còr solito 3.5.2 con Sepe in porta tutto rosso, Sbraga, Colombini e Sabato dreto, Buscè a destra, Rizzo, Mingazzini e Favasuli ner mezzo, Benedetti a sinistra e la ‘oppia Perez-Tulli di punta.  C’avvisa anche ‘e bisogna aspettà dù menuti perché Gavina e compagni c’hanno da sistemà le righe der campo che còr diluvio ‘un si vedano guasi più.

Prima d’incomincià, i gioatori a centroàmpo, ritti in silenzio, rispettano ir menuto di silenzio in memoria der militare italiano morto in Afghanistan, e così fa tutto lo stadio in un menuto davvero da brividi. Poi l’apprauso dei tremila presenti (pòi ma bòni) dà ir via alla partita.

Ir Catanzaro còlla mallia bianca e la striscina giallorossa di traverzo è venuto a Pisa per vince’. Ir su’ mister cozza l’ha detto. Loro sono laggiù in fondo alla crassifìa e ci vogliano uscì. Noi si ‘apiscano e s’hanno ner cuore ma a dì la verità anche noi si vòle vince’ per resta lassù in cima, sicchè si starà a vede’ come andrà a finì.

Ir primo tempo me lo riòrdo soprattutto per dù ‘ose :

l’acqua è viene giù pare pagata e i cori dei tifosi der Catanzaro che offendano e urlano “fienze!”. Per l’acqua ‘un c’è probremi : ir mì ombrellino farà anche caà ma mi para ir giusto. Per i cori ci penza lo stadio a risponde’ ‘ome si deve. Mi garba. Era da un po’ che ‘un succedeva e si vede che se n’aveva voglia tutti : a partì dai bimbetti schierati in tribuna che rispondano a tòno, anche con quarche ber “puppa” ben visibile anche dalla gradinata [grandi bimbi … ora diteni ai vostri babbi che allo stadio vi ci devano portà tutte le domenìe, non solo vando vi fanno entrà gratisse] per finì còlla ‘urva che si fa sentì anche senza bisonnio d’esse’ stimolata. Una vòrta era ‘osì tutte le domenìe. Era ‘una delle ‘ose belle della domenìa all’arena ma dice che ‘un si pòle più fa’ e che è meglio ‘osì : tifà senza i tifosi avversari. C’è poo gusto e si spera tutti ‘e prima o poi se n’accorgano anche i fenomeni ‘e decidano sulle ‘ose senza ‘onoscelle ammòdo.

Di siùro la presenza rumorosa dei calabresi ci carìa tutti di più e la squadra sembra sentillo perché mette in campo una grinta che supera anche vèlla che di solito ha.

Ir campo è tutto motoso e pieno di bozzi, la palla scorre male e in campo fioccano i cartellini gialli.

Smette di piove’ alla fine precisa der primo tempo e occasioni grosse da gò ‘un se n’è viste da nessuna parte. C’ha provato Perez deviando male un tiro di benedetti. Sepe esce su’ piedi di Fiore e per ir resto è tutta una gran battaglia tra un pisa ‘e cerca di gioà in un campo impossibile e un Catanzaro che si difende bene.

L’intervallo passa fra le ‘urve che si scambiano un ber paio di cori e la gente che scòte l’ombrelli prima di chiudelli.

Si riparte e la prima ‘osa ‘e sarta all’occhio è ir campo : è bastato che smettesse di piove’ e già la palla gira meglio. I bozzi sono assorbiti. ‘Un è perfetto ma ir pisa pare ave’ capito che così si gioa meglio. Ma si vede ‘un l’ha ancora realizzata vèsta ‘osa vì perché dopo 9 menuti da un carcio d’angolo der Catanzaro, mingazzini, arto un metro e dieci, la ‘oglie di testa, forze la devìa anche uno di loro e la palla entra drento con Sepe maremma berva che anche stavòrta ‘un ci pòle fa’ nulla. Ir boato de’ calabresi ci riporta alla reartà : unazzèro per loro e una partita ‘e ci sembrava d’avella  in mano doventa di ‘òrpo difficile d’addirizzà.

Ma ir pisa di vèst’anno ormai ce l’ha fatto vede’ già diverze vòrte : se lo stuzzìì si rigira e ti morde sicchè tre menuti dopo esse’ andati sotto Sirignano pressato da GundamPerez tocca di mano in area di rigore : l’abitro fistia e lo butta fòri per doppia ammonizione : rigore per ir pisa e Catanzaro in dieci. Dar dischetto parte Favasuli e spiazza ir portiere : palla a sinistra portiere a destra : gòòòòòòòòòòòòòòòòòòò la gradinata parte verso la sudde a esurta’ vicino ai tifosi avverzari subito ammutoliti. Finito ir boato nerazzurro marco guidi dar migrofano grida ir nome der capitano tre vòrte seguito da’ pisani … brividi e ciccia di gallina per tutti. Unaùno.

Ma ‘un basta perché maremma berva noi vèsta partita si vòle vince’ e i nerazzurri pare vogliano fa’ lo stesso perché dopo antri dù menuti da un crosse di benedetti, Buscè insacca di testa per ir duaùno per noi ….. gnamooooooooooo …. Tra andà sotto la sudde, tornà indreto e urlà tre vòrte ir nome di tonino buscè resto còr fiatone per mezz’ora. La norde impazzisce, la sudde si mangia l’unghie e noi si gode abbèstia.

Ir Catanzaro dopo un primo tempo sodo ha smesso di gioà, ir pisa va a dùmila e Perèz, solito guerriero cerca ir gò tutto suo e ar trentasettesimo a portiere battuto coglie ir palo pieno. Tre menuti dopo fa tutto lui, entra in area, si gira, i gomiti ni girano paiàno la ròta della fortuna, appoggia dreto per Favasuli che di destro segna ir treaùno per noi e scappa sotto la norde a festeggià. Majaleeeeeeeeeeeeee ci vòleva ir gò che chiude vèsta partita perché troppe vòrte s’è preso in dòmo all’urtimo buo.  Sulli sparti è festa grande, mancano cinque menuti ma rimane ir tempo per ir gò di superperez che da solo tira una bomba di destro e segna … avesse fatto una parata vèr portiere lì. Oggi se c’era faceva gò anche Guidone.  Perez festeggia ir quattraùno a sedè sotto la norde che sbarella e marcoguidi  per la varta vòrta invita la gente a urlà ir cognome der marcatore nerazzurro mentre i bimbetti infieriscono andando tutti vicino alla sudde a fanni gestacci che chissà da chi l’hanno imparati.

L’albitro fistia tre vòrte e mette fine alla sofferenza der Catanzaro.

Ir pisa per mano sotto i vari settori dell’arena a chiappassi l’apprausi e io che già còr un gò perdo le tonzille, con due mi s’abbassa la voce, con tre la perdo … con quattro mi ritorna dopo tre giorni. Ora poi che s’è preso gusto a andà dreto allo spicher dopo ir gò mi devo organizzà con quarche gargarismo la domenìa pomeriggio … se poi c’aggiungi l’umido dell’arena, è un lavorone.

Si torna a casa ‘ontenti. Ir presidente s’è accorto che anche essendo in cima alla crassifìa la gente allo stadio è sempre la solita, sicchè ha inviato a penzà un po’ anche ai tifosi con iniziative che avvicinano i gioatori ai pisani : foto in piazza der duomo, bimbetti in tribuna, sbandieratori e tamburini in campo (ma siamo siùri ‘e le bandiere e i tamburi nieli facciano entrà?) e rifinitura sabato prossimo in piazza vittorio emanuele … mellio tardi che mai  !!  … disse mì pà quando mi diplomai in sett’anni !

Domenìa prossima si rigiòa in casa ‘ontro la Nocerina, le previsioni danno un’antra vòrta pioggia ma io e tutti vèlli ‘e s’era allo stadio ‘ontro ir Catanzaro vi si dice una ‘osa : noi ci siamo divertiti abbèstia e vi si ‘onziglia … poi oh !! fate voi !!

Sempreforzapisa

AC

 

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